In queste zone, un tempo si estendeva il mare, quando non esisteva l’Appennino e neppure l’Italia.
Trenta milioni di anni fa iniziò un poderoso sollevamento dal mare delle montagne a partire dal mar Tirreno verso l’Adriatico.
Anche i colli di Scandicci sorsero così dal mare, per poi tornare sott’acqua e riemergere tra la fine dell’Era Terziaria e il Quaternario. Ai piedi della catena collinare della val di Pesa rimase per lungo tempo il mare, mentre nella conca di Firenze si formò un grande lago.
Accanto a questa gigantesca opera della natura, il paesaggio attuale è dovuto anche a forze che hanno agito più discretamente : le piogge, il vento, il ghiaccio che hanno smussato, arrotondato, levigato il nostro paesaggio collinare.
Traccia dell’originaria composizione possiamo trovarla in qualche tratto roccioso scoperto o in qualche spaccatura del terreno. Nella fascia dei colli più alti troviamo l’arenaria, chiamata macigno,
materiale molto usato per costruire case, ville, muri campestri. La qualità più comune è la pietra serena, più resistente è la pietra forte, tenuta insieme da un solido cemento calcareo.
Più in basso troviamo altri tipi di rocce, il calcare, una roccia compatta che deriva dall’accumulo di scheletri di organismi animali e vegetali..
Ci sono poi l’argilla, le marne, l’alberese ed altre ancora.