I boschi di Scandicci si estendono su un vasto spazio che occupa circa un terzo dell’area collinare (1500 ettari).
Ricchi di alberi di alto fusto e densi di arbusti e rovi, essi ricoprono con un mantello continuo tutta la parte più alta dei colli e scendono in basso, verso valle, insinuandosi ei poderi e tra i campi coltivati.
Tra i fitti alberi dominano le larghe chiome dei pini domestici, i pini marittimi, le grandi querce e, qua e là, i cipressi..
I pini sono piante importate, soprattutto il pino da pinoli, ed hanno preso il posto di altre piante, specie querce. Che erano le esenze dominanti spontanee.
Le querce sono rappresentate da varie specie, il leccio, la roverella nei pendii più caldi e soleggiati, il cerro nei luoghi più freschi ed umidi.
Oggi le grandi querce sono rare, prevalgono querceti bassi. Si trovano, poi, miste fra loro altre piante, come il pioppo bianco, l’olmo, l’acero, il frassino l’olivo inselvatichito.
Oltre al cipresso e al pino, l’uomo ha introdotto anche la robinia el’ailanto che stanno avendo il sopravventi sulla flora autoctona.
Una parte di bosco si presenta, poi, sotto forma di macchia: l’erica (molto pericolosa perché prende fuoco), il cisto,il ginepro, la lavanda, il mirto, la rosa selvatica, la ginestra, il ginestrone.